For Funding – Statistiche della piattaforma 2026
For Funding – Pro e contro
Informazioni su For Funding
Che cos’è
For Funding è la piattaforma di donazioni di Intesa Sanpaolo, la più grande banca italiana, attiva dal 2017. Le persone donano denaro a enti benefici e organizzazioni del territorio italiani verificati, e non ricevono nulla in cambio: né rimborso, né interessi, né ricompensa. La banca precisa in ogni pagina che si tratta di una piattaforma di donazioni, non di investimento. È una linea di attività della banca stessa, non una società separata.
Come funziona
Si sceglie un progetto e si dona un importo a piacere; il sito suggerisce 30 €, 50 €, 75 € o 100 €. Non occorre registrarsi né essere clienti della banca. Si può pagare con il pagamento da conto di Intesa Sanpaolo, con carta, con MyBank o con bonifico bancario. Le donazioni confluiscono su un conto non fruttifero intestato a Intesa Sanpaolo. Ogni mese, dopo i controlli contabili, la banca le trasferisce all’ente benefico. Con il suo programma Formula, realizzato con l’ente benefico CESVI, la banca aggiunge inoltre denaro proprio a progetti selezionati.
Chi può raccogliere fondi
Solo le organizzazioni non profit approvate dalla banca. Un ente benefico non può registrarsi da solo: deve proporre un progetto tramite una filiale Intesa Sanpaolo dedicata al terzo settore. Il team della banca valuta poi l’organizzazione e verifica ogni progetto prima della pubblicazione. I progetti Formula sono candidati dalle filiali della banca ogni quattro mesi, e CESVI contribuisce a definirli e a monitorarli.
Commissioni
Nessuna. Nessuna società di Intesa Sanpaolo addebita costi al donatore o all’ente benefico, e la banca si fa carico dei costi della carta. Una sola eccezione: se si paga con MyBank o con bonifico da un’altra banca, quest’ultima può applicare la propria commissione di bonifico.
Cosa arriva al progetto
Il 100 % della donazione, versato all’ente benefico ogni mese. Gli enti benefici tengono quanto raccolgono anche se l’obiettivo non viene raggiunto, e ogni progetto deve pubblicare una relazione su come è stato usato il denaro.
Risultati
I contatori della piattaforma indicavano 68,3 milioni di € donati a 609 progetti di 417 organizzazioni al 29 agosto 2026, rispetto a circa 60 milioni di € di giugno 2025. La banca riferisce circa 8,6 milioni di € donati nel 2025, dei quali circa 6 milioni di € a 44 progetti Formula. Non pubblica il numero totale di donatori.
Stato e regolamentazione
Operativa, con campagne aperte fino al 2027 (verificato il 30 ottobre 2026). Le piattaforme di donazioni sono fuori dalle norme UE sul crowdfunding, quindi For Funding non ha una licenza di crowdfunding e per questa attività non è vigilata né dalla Consob né dalla Banca d’Italia. Intesa Sanpaolo è una banca autorizzata, ma una donazione non è un deposito, quindi non si applica alcuna garanzia dei depositi.
La nostra valutazione
Non valutiamo For Funding: è donare, non investire. Non si riceve nulla in cambio, tranne, in Italia, una detrazione fiscale se l’ente benefico ne ha i requisiti. Ciò che conta per un donatore: l’intera donazione arriva all’ente benefico, senza commissioni. Per ottenere la ricevuta fiscale occorre registrare i propri dati fiscali entro 50 giorni dalla donazione, o entro il 30 marzo dell’anno successivo, ed evitare di pagare con un bonifico bancario diretto non registrato.
Regolamento
Licenza / Regolamentazione: Nessuna licenza di crowdfunding: le piattaforme di donazioni sono fuori dalle norme UE sul crowdfunding e dalla vigilanza della Consob. La piattaforma è gestita direttamente da Intesa Sanpaolo S.p.A., banca italiana autorizzata; le donazioni sono liberalità, non depositi, quindi non si applica alcuna garanzia dei depositi.
Funzionalità
Per gli investitori
Per chi cerca fondi
Informazioni utili
No. Una donazione è una liberalità, non un deposito, quindi non si applica alcuna garanzia dei depositi né alcun sistema di indennizzo, anche se la piattaforma è gestita da una banca. L’ente benefico tiene quanto ha raccolto anche se l’obiettivo non viene raggiunto. Deve pubblicare una relazione su come è stato usato il denaro.
Nulla. Intesa Sanpaolo non addebita commissioni a donatori o enti benefici e si fa carico dei costi della carta. Se si paga con MyBank o con bonifico da un’altra banca, quest’ultima può applicare la propria commissione.
Il 100 %. Il denaro viene trasferito sul conto bancario dell’ente benefico ogni mese, dopo i controlli contabili.
Tieni quanto raccolto: l’ente benefico riceve le donazioni anche se l’obiettivo non viene raggiunto.
Solo le organizzazioni non profit approvate da Intesa Sanpaolo. Devono proporre il progetto tramite una delle filiali della banca dedicate al terzo settore, e la banca verifica ogni progetto prima che vada online. I privati non possono raccogliere denaro per sé.
No. Non si ricevono né rimborso, né interessi, né ricompensa. In Italia le donazioni a enti benefici con i requisiti previsti possono essere detratte dall’imposta sul reddito entro i limiti di legge.
Ci si registra sulla piattaforma e si inseriscono i propri dati fiscali entro 50 giorni dalla donazione, o entro il 30 marzo dell’anno successivo. Si paga con il pagamento da conto della banca, con carta, con MyBank o con un bonifico bancario registrato sulla piattaforma. Un bonifico diretto non registrato non genera alcuna ricevuta. Le ricevute esistono solo se l’ente benefico ne ha i requisiti, e la pagina del progetto indica quando non è così.