Mamacrowd - Analisi dei rischi e dei rendimenti
Mamacrowd - Resi e tassi di perdita
Scadenza dell'investimento
Mamacrowd – Statistiche della piattaforma 2026
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investitori
Mamacrowd – Pro e contro
Informazioni su Mamacrowd
Mamacrowd è la più grande piattaforma italiana di equity crowdfunding in termini di fondi raccolti, gestita da Milano da MAMACROWD S.r.l. e controllata dal 2022 da Azimut, uno dei maggiori gestori patrimoniali italiani.
Gli investitori acquistano azioni vere e proprie: partecipazioni in startup italiane e piccole imprese a partire da circa 250 euro, oppure quote in società immobiliari proprietarie di singoli edifici – a partire da 5.000 euro per immobili già affittati a inquilini quali il Ministero dell’Interno italiano.
Non sono previsti interessi né rimborsi garantiti; il capitale viene restituito solo in caso di cessione dell’azienda, di quotazione in borsa o, nel caso di una società immobiliare, di vendita dell’immobile e di liquidazione.
Dal 2014 sono stati raccolti oltre 360 milioni di euro in più di 340 progetti da una comunità di oltre 200.000 utenti registrati, e nel 2024 – l’anno record – circa 5.000 persone hanno investito 41 milioni di euro.
La piattaforma è autorizzata dalla Consob, l’autorità di vigilanza sui mercati italiani, ai sensi delle norme UE sul crowdfunding, che prevedono un test di idoneità, simulazioni di perdita e un periodo di riflessione di quattro giorni per gli investitori al dettaglio.
Gli investimenti in sé non sono coperti da alcun sistema di tutela e non esiste un mercato su cui vendere le proprie quote in anticipo.
I residenti fiscali in Italia possono detrarre dall’imposta sul reddito fino al 50% di quanto investono in startup innovative.
Mamacrowd addebita agli investitori commissioni minime o nulle direttamente; percepisce una commissione di successo dalle società che raccolgono fondi, pertanto il suo reddito dipende dalla conclusione delle operazioni piuttosto che dai risultati successivi di tali operazioni.
Regolamento
Licenza / Regolamentazione: Fornitore di servizi di crowdfunding ECSPR, Consob Italia | Licenza n. 22876 |
Funzionalità
Per gli investitori
Mamacrowd - Articoli
Informazioni utili
Il record è stato di 41 milioni di euro nel 2024; non è mai stato pubblicato alcun dato annuale relativo al 2025; il fatturato della società operativa è sceso di circa il 41% e l’intero mercato italiano del crowd-investing ha subito una contrazione del 37% nell’anno conclusosi a giugno 2026. Anche il mix di prodotti si è ribaltato: la maggior parte delle campagne del 2026 riguarda operazioni immobiliari, non startup. Considerate i totali riportati nei titoli con la dovuta cautela: i 360 milioni di euro raccolti misurano il successo della raccolta fondi, ma non dicono nulla su ciò che gli investitori hanno ottenuto in cambio.
L'amministratore delegato è Maurizio de Gregorio, in carica durante l'anno record 2024 della piattaforma e la sua espansione nel settore immobiliare nel periodo 2025-26. Il fondatore Dario Giudici ha avviato l’attività nel 2011 (con il nome di SiamoSoci) e l’ha guidata fino al 2023 circa, mentre Davide Grossi è a capo del settore immobiliare. Da gennaio 2022 Azimut Enterprises detiene il 50,1% e ha inserito tre dei propri dirigenti senior nel consiglio di amministrazione, sebbene i loro nomi non siano stati resi noti. L’azienda impiega circa 18 dipendenti a Milano – in calo rispetto agli oltre 20 di un tempo – e, secondo i recenti bilanci, il solo costo del personale ha superato i tre quarti del fatturato, il che spiega le continue perdite.
Una volta conclusa una campagna, il ruolo di Mamacrowd consiste principalmente nel garantire il flusso di informazioni, non nella tutela. Le aziende finanziate pubblicano aggiornamenti sui progressi compiuti attraverso il canale di notizie della piattaforma e spesso tornano per round di finanziamento successivi, il che garantisce loro visibilità. Le società immobiliari hanno una scadenza intrinseca: l’immobile viene venduto o affittato, la società viene liquidata e gli investitori vengono rimborsati – come è avvenuto con quattro progetti a Roma e Milano. Ma non esiste un piano di monitoraggio pubblicato, né un rappresentante degli investitori nei consigli di amministrazione, né una procedura di recupero in caso di fallimento dell’azienda: si detiene una piccola quota di minoranza senza alcuna garanzia e, se l’azienda fallisce, il proprio denaro va perso.
Direttamente, poco o nulla: le commissioni di Mamacrowd vengono addebitate alle società che raccolgono fondi, e solo se la campagna ha esito positivo. Fonti esterne non segnalano alcuna commissione fissa a carico degli investitori, sebbene alcuni utenti abbiano segnalato una commissione di trasmissione dell’ordine di circa 2 euro per investimento. I costi reali risiedono altrove: le spese notarili nel caso in cui si riesca a vendere una quota non quotata in borsa e, nelle operazioni immobiliari, i costi di gestione e di sviluppo della società di progetto, che si collocano tra l’utile lordo del progetto e l’importo che arriva all’investitore e non vengono resi noti a livello di piattaforma. Non siamo riusciti a consultare direttamente la pagina dedicata alle commissioni della piattaforma, quindi è consigliabile informarsi prima di dare per scontato che siano pari a zero.
Niente di grave, ma si tratta di problemi reali. Su Trustpilot, ad agosto 2026, Mamacrowd registra un punteggio compreso tra 3,9 e 4 su 5: si colloca nella metà superiore delle piattaforme italiane di crowd-investing, ben al di sopra dei concorrenti che ottengono punteggi compresi tra 2 e 2,5. Reclami documentati: invio di materiale pubblicitario postale non richiesto a persone che non si sono mai registrate (un thread sul forum di FinanzaOnLine attivo da giugno 2020, in cui gli utenti chiedono come la piattaforma abbia ottenuto i loro indirizzi di residenza), servizio clienti lento e commissioni che risultano elevate su importi modesti. Le critiche di natura strutturale sono più rilevanti: nessun dato relativo a fallimenti o risultati dopo dodici anni, tre anni consecutivi di perdite per la società operativa e il conflitto di interessi derivante dal fatto che i fondi del proprietario co-investono sulla propria piattaforma. Non abbiamo riscontrato alcuna sanzione della Consob, nessuna accusa di frode né casi di insolvenza; il registro dell’UE indica che la licenza è attiva e in regola.
Le aziende presentano la propria candidatura con un business plan, una presentazione e il bilancio; il team di Mamacrowd esamina i documenti, intervista i fondatori e prende una decisione tramite un comitato interno. Secondo i dati forniti dai revisori italiani, solo il 5% circa dei candidati viene accettato e oltre il 90% delle campagne lanciate raggiunge l’obiettivo di finanziamento. Le operazioni immobiliari funzionano in modo diverso: un promotore specifico presenta un progetto e Mamacrowd costituisce una società dedicata a un singolo immobile attorno ad esso; i contratti di locazione vengono scelti in base alla presenza di un inquilino già insediato – entrambi gli esempi citati finora sono affittati al Ministero dell’Interno italiano. Ciò che non viene reso pubblico: alcun modello di valutazione, statistiche sui rifiuti o un approccio di valutazione indipendente. Ogni offerta è corredata dalla scheda informativa chiave richiesta dall’UE.
Per quanto riguarda le operazioni relative alle startup, praticamente mai: le startup innovative non possono distribuire legalmente utili nei primi cinque anni di attività. Solo la linea dedicata agli immobili in affitto garantisce un reddito corrente, pari a circa il 4% all’anno sulla prima operazione, e richiede un investimento di 5.000 euro. Gli investitori non italiani devono inoltre sapere che la piattaforma non dispone del passaporto UE e che tutto è orientato in primo luogo al mercato italiano.